Quegli occhi che parlano
Dopo tanti anni, stamattina sono tornato tra i banchi di scuola, ma dietro la cattedra. Ho presentato alle classi quarte e quinte i sentieri e il Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, argomento che ho già portato in tanti eventi ma questo è stato davvero speciale. Ho parcheggiato e mi sono incamminato lungo un vialetto che porta all’ingresso dell’Istituto Tecnico Martini. Mi precedevano alcuni ragazzi, assorti nei loro pensieri, dentro a quell’incedere ripetuto che accompagna l’inizio della giornata scolastica. La docente Elettra Morlin mi ha accolto e accompagnato direttamente in aula magna, dove si è collegata da remoto anche la prof.ssa Chiara Ceccon, che ha voluto fortemente questo incontro mentre in sala erano presenti anche i docenti Loretta Semenzato e Corrado Basso. La chiavetta inserita nella presa USB con le immagini frutto di anni di camminate e sullo schermo sono apparse le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Intanto ragazzi e ragazze entravano fino a riempire la sala, erano circa 150 e hanno seguito attenti, curiosi e presenti. Anche le retrovie, inizialmente un po’ rumorose, a un certo punto si sono zittite davanti al Leone di Martalar, ai laghi glaciali e al bonsai campione del mondo. Sono sceso dalla cattedra per stare con loro, perché mi interessava dialogare senza distacco. Mi hanno ascoltato, mi hanno rivolto domande e mi hanno applaudito. Un incontro diretto, bello. Tra quei ragazzi ci saranno futuri ristoratori, albergatori, guide turistiche, insegnanti o forse prenderanno altre strade, chissà. Sono uscito soddisfatto, con quegli occhi ancora impressi nella mente. A tutti loro auguro buona vita. Perché i giovani sono il futuro, anche delle nostre Colline.
