La scacchiera di Polibio

Nell’articolo sul linguaggio delle torri non c’era spazio per entrare nel dettaglio del funzionamento del codice, per questo aggiungo qui un esempio concreto legato all’immagine pubblicata. Con la scacchiera di Polibio ogni lettera veniva trasformata in due numeri e poi in segnali luminosi. Nell’esempio la lettera M corrisponde alla riga 3 e alla colonna 2, quindi veniva trasmessa mostrando tre fiaccole a sinistra e due a destra. Ripetendo la sequenza lettera dopo lettera si potevano costruire parole e frasi complete, non solo segnali di allarme “on off”. Polibio, storico greco del II secolo a.C., visse a lungo a Roma dove perfezionò un sistema di comunicazione ottica già ideato in precedenza. Dai testi emerge anche un aspetto spesso trascurato. Prima della trasmissione vera e propria esisteva un segnale di apertura per richiamare l’attenzione della torre vicina e ottenere conferma di ascolto, poi un secondo passaggio serviva a indicare quale tavoletta o quale gruppo di lettere dovesse essere utilizzato e solo dopo iniziava la sequenza dei caratteri. È una struttura molto simile a ciò che oggi si definisce negoziazione o handshake nelle telecomunicazioni, prima si stabilisce il contatto poi si concordano le modalità infine viaggiano i dati. Lo stesso accadeva nei vecchi modem, che emettevano quegli strani suoni di aggancio prima di trasmettere e avviene ancora oggi in ogni connessione digitale. Cambiano i mezzi ma la logica resta sorprendentemente coerente nel tempo.