I giorni del blu

«Preferisco il blu, perché è il colore dell’infinito», scriveva Kandinsky. E non aveva tutti i torti quel tale. Perché, a pensarci bene, il blu è il cielo, con la sua profondità, l’immensità, il silenzio e la nostalgia. È il mio colore preferito, forse perché è qualcosa che porto addosso, negli occhi. È un colore che richiede attenzione, che non si mescola facilmente, che sceglie con cura cosa accostare. Sta bene con il bianco e con il nero, con altri crea disarmonia, perché non è un colore che si concede a tutti. Oggi l’ho trovato ancora lì, in quei fiori, a ricordarmi che certe cose non cambiano, semplicemente ritornano.
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Nella foto: genziana sul Troi de le Fassete, passo San Boldo